Dal crollo dell'Impero Romano d'Occidente alla fondazione del
Sacro Romano Impero.
Le radici dell'Europa cristiana

Oggetto del corso di Storia di quest'anno scolastico sono le vicende del continente europeo dal 1000 al 1650. Le pagine che seguono costituiscono una descrizione sintetica dei fatti che sono avvenuti tra il crollo dell'Impero Romano d'Occidente [476 d.C] e l'incoronazione di Carlo Magno [800]. Tali fatti sono stati molto importanti nella formazione dell'identità politica e culturale dei paesi europei, un'identità che non nasce direttamente dalla civiltà romana, ma è il frutto di una serie di avvenimenti che, nel loro accadere, hanno modificato radicalmente gli equilibri geografici, politici, culturali, sociali dell'Occidente, ovvero dell'Europa e dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.
Innanzi tutto osserviamo una carta geografica [Fig.1].
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Fig.1
La mappa rappresenta l'estensione dell'Impero Romano prima del crollo della sua parte occidentale. L'uniformità dei colori ci dice che le regioni rappresentate facevano parte di una civiltà unica; il Mediterraneo era il mare nostrum, la più importante via di comunicazione e collegamento tra le diverse parti dell'Impero.
Con la formazione dei regni romano-barbarici la situazione cambia radicalmente. Già un solo sguardo, anche superficiale, alla carta geografica [Fig.2] ci dice che quello che un tempo era l'Impero, adesso è attraversato da tante frontiere, che significano lingue diverse, leggi diverse, tradizioni diverse, a volte anche all'interno dello stesso regno.

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Fig. 2
A porre fine all'esistenza dell'Impero Romano d'Occidente è il generale degli Eruli Odoacre, il quale depone Romolo Augustolo e prende il potere in Italia [476]. Questa situazione dura poco, perché nel 490 l'imperatore d'Oriente induce il re degli Ostrogoti Teodorico a combattere gli Eruli e ad insediarsi in Italia [Fig. 3].
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Fig. 3
Anche questa, però, è una soluzione provvisoria, in quanto nel 553 l'Imperatore Giustiniano riconquista l'Italia e le dà una nuova struttura amministrativa, in cui molte e importanti funzioni sono per la prima volta esercitate dai Vescovi, che divengono così lo strumento attraverso il quale nell'Europa barbarica si continua la tradizione amministrativa romana. A ciò si deve aggiungere il fatto che, proprio in questi anni si sviluppa in Europa il monachesimo, un fenomeno che ha una grande importanza non solo religiosa, ma anche politica e culturale. In una Europa in cui predomina la decadenza culturale ed economica, infatti, i monasteri sono:
a) i soli luoghi in cui si conserva la memoria della cultura classica;
b) delle vere e proprie aziende agricole autarchiche in cui le condizioni di vita, pur sempre difficili, sono meno precarie rispetto allo standard dei regni romano-barbarici.
Alcuni storici si sono persino spinti a parlare di «età monastica» (1) [Fig. 4] in quanto tutta l'Europa è interessata dal fenomeno e la presenza dei monasteri assume un ruolo politico fondamentale poiché «in una società ricaduta nell'ignoranza generale, essa sola [la Chiesa] detiene due strumenti indispensabili della cultura, ossia la lettura e la scrittura, e nel suo seno i re devono necessariamente reclutare i cancellieri, i segretari, i notai, insomma tutto quel personale colto di cui non possono assolutamente fare a meno» (2). Per quanto, dunque, i sistemi politici che si sono determinati nel continente sono diversi, tuttavia tutti condividono una medesima caratteristica: ai vertici dell'amministrazione si trovano uomini della Chiesa.
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Fig. 4
Intanto non cessano le invasioni della penisola italica e nel 568 la situazione muta ancora con l'invasione della penisola da parte dei Longobardi. L'Italia è divisa in due: Longobardia e Romània [Fig. 5]. In quest'ultima però la presenza bizantina è solo formale e soltanto la Chiesa, grazie alle funzioni di governo civile esercitare dai Vescovi, riesce a mantenere in piedi la struttura amministrativa e a garantire la sicurezza e la continuità delle istituzioni. La Romània, di fatto, è indipendente e più che pensare a combattere gli invasori, il papa Gregorio Magno, tra il 590 e il 604, si impegna a tessere con essi buone relazioni diplomatiche e ottiene un importante successo: la conversione dei Longobardi al Cattolicesimo.
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Fig. 5
Questo fatto è di importanza cruciale per la storia europea, perché il riconoscimento da parte di un re dell'autorità spirituale del papa, conferisce a quest'ultimo un grande potere in quanto, grazie alla presenza di monasteri e vescovati all'interno del regno, egli diventa il capo di una organizzazione strutturata in maniera verticistica e radicata anche al di fuori dei territori che sottostanno direttamente ala sua autorità. Si tratta quasi della costituzione di uno stato nello stato.
Il fenomeno del resto non è nuovo, infatti nel primo decennio del 500 anche il re dei Franchi Clodoveo si converte al Cattolicesimo e ottiene dal papa il diritto ad intervenire nella nomina dei vescovi e nelle decisioni dei concili. Questo interesse di Clodoveo alla nomina dei vescovi si spiega in una sola maniera: anch'egli è intenzionato a utilizzare i vescovi nell'amministrazione civile del regno.

La costruzione dell'Europa cristiana rischia, però, di essere gravemente compromessa nei secoli VII e VIII a causa della prodigiosa espansione islamica nel bacino del mediterraneo [Fig. 6].
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Fig. 6
A fermare gli Arabi che si apprestano a sottomettere l'intero continente europeo è il franco Carlo Martello che li sconfiggerà nel 732 presso la località francese di Poitiers.
Intanto nella penisola italica la convivenza tra la Chiesa e il Regno dei Longobardi è divenuta problematica e il papa, i cui territori formalmente appartengono all'impero bizantino, non riuscendo a trovare nell'imperatore d'Oriente un valido difensore, stipula un'alleanza anti-longobarda con Pipino, figlio di Carlo Martello, il quale, in cambio del suo aiuto al papa, viene da quest'ultimo incoronato re dei Franchi, dando così inizio alla dinastia dei Caroligi (3).
Le ostilità tra Franchi e Longobardi si protraggono per diversi anni, finchè, alla fine del 700, prevalgono i Franchi che annettono i territori longobardi al proprio regno, mentre il loro re Carlo Magno, dopo avere conquistato i territori europei che si trovano tra i Pirenei e il Danubio [Fig. 7], viene incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. Era la notte di Natale dell'anno 800.
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Fig. 7
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1L.Gatto, Il Medioevo, Newton Compton, Roma
2H. Pirenne, Storia economica e sociale del medioevo, Newton Compton, Roma
3Carlo Martello non era il re dei Franchi, ma un altissimo funzionario di corte che si comportava come se fosse il re. Ciò era possibile perché gli esponenti della dinastia regnante, i Merovingi, passati alla storia con l'appellativo di re fannulloni, si disinteressavano all'amministrazione del regno.